HASTA PRONTO OSCAR

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La storia con Oscar inizia per puro caso il 23 Maggio 2022, giorno in cui Mirko, collega AMM ed amico, propone un’uscita sul Monte Varadega in zona Passo del Mortirolo.

Succede che dopo pochi metri incrociamo i nostri passi con quelli di un altro camminatore, un ragazzo spagnolo di nome Andoni e condividiamo volentieri la salita con lui. E’ un appassionato di ciclismo ed è in attesa col suo camper di vedere sfilare i campioni delle due ruote su quei mitici tornanti.
Alla fine della giornata ci scambiamo i contatti e ci salutiamo, ma lui ci promette che tornerà in Valtellina per salire altre vette e che non mancherà di avvisarci. E così sarà, ad Agosto 2023 saliamo infatti insieme sui 3600 metri del Vioz e della Punta Linke.

Con Mirko e Andoni sulla Cima Varadega

Qualche tempo prima però ci aveva contattato, scrivendo che un amico che vive nella sua stessa città, Pamplona, ma che ha conosciuto in Italia sulle Dolomiti (guarda te il caso…), aveva ottenuto una borsa di studio dal governo spagnolo per fare pratica all’estero come Guida di Montagna e ci chiede se siamo disponibili ad “ospitarlo” per questa esperienza. Ovviamente rispondiamo subito di sì, ed è così che conosciamo OSCAR, che chi ci segue sui social conosce meglio con lo pseudonimo di “delrioalmonte”, che in italiano suona come “dal fiume alla montagna”, simbiosi tra il proprio cognome e la propria passione.

Dovrà passare tre mesi in Italia, in una zona, la Valtellina, di cui non aveva mai nemmeno sentito parlare, per “hacer practica”, quindi a Settembre sbarca con il suo van camperizzato e si stabilisce in Valmalenco, ha così inizio la nostra avventura insieme.

Sulla ferrata del Torrione Porro

Ci stimola molto confrontarci con chi proviene da un’esperienza formativa diversa dalla nostra, intuiamo subito che nonostante la giovane età ha già molta esperienza di montagna e che, oltre a rinverdire un po’ lo spagnolo, avremo tanto da imparare anche noi da lui.

Oscar vive la montagna nella sua interezza, ottimo camminatore, skyrunner, climber, scialpinista, ama ogni aspetto di questi territori che richiedono fatica ma regalano soddisfazioni enormi.
Si intuisce subito che è un ragazzo educatissimo, volenteroso, con tanta voglia di imparare e conoscere, soprattutto i luoghi e le montagne che vede intorno a sé, mai stanco e sempre alla ricerca di un’attività da fare.

Oscar impegnato sulla direttissima alla Grignetta

Cominciano così una serie di escursioni per fargli conoscere le nostre Alpi, e più solchiamo sentieri e più si capisce che non siamo tanto diversi. Abbiamo in comune una straordinaria passione per la montagna, senza per forza ricercare la grande impresa e nutrendoci delle piccole soddisfazioni di ascoltare i suoni della natura, i profumi dei boschi, i colori del tramonto, piccole gocce quotidiane che si trasformano in ondate di benessere.

Ultimi raggi di sole nell’ ultima escursione insieme

Capisco anche che la vita mondana non è di suo interesse, e anche qualche proposta di visitare delle città in zona cadono nel vuoto. Oscar è un vero e proprio animale da montagna!

E quindi montagna sia..

In tre mesi abbiamo condiviso tante avventure, alcune delle quali rimarranno impresse nella mia memoria per sempre, come la prima ferrata ed i primi passi di arrampicata, la scalata alla Cima Piazzi ma anche la giornata in supporto al soccorso alpino per la ricerca dell’alpinista disperso dietro i boschi di casa, Mariolino Conti, purtroppo senza esito.

In discesa dalla Cima Piazzi

Anche Oscar si porterà via delle “prime”, tipo la prima volta che ha accarezzato un cavallo in valle della Merdarola (ebbene sì, anche a me suonava strano, ma pare che gli animali al pascolo in Spagna non siano così docili e curiosi come qui da noi, ed è per questo che l’ho sempre visto piuttosto timido nei loro confronti ed allo stesso tempo incuriosito e divertito dai miei approcci molto meno timorosi).

L’hombre che sussurrava ai cavalli

Ma soprattutto, in occasione di una ricognizione in Val Darengo, è stato brutalmente introdotto al concetto della RAVANATA. Non essendoci un termine in spagnolo che lo possa tradurre, è stato necessario metterlo in pratica: 500mt di dislivello in discesa fuori sentiero, dove ci siamo divertiti a metterci un po’ nei guai per metterci alla prova, prova che ovviamente ha superato a pieni voti e che credo ripeterà volentieri in terra iberica.

Il “sentiero” di discesa

Ma la nostra più grande “impresa”, che racconta meglio di tutte chi sia Oscar, è sicuramente il bivacco sotto le stelle, ad oltre 3.000mt di quota.
La cosa nasce così: un giorno decidiamo di fare un giro ad anello da Chiareggio affrontando la ferrata del Torrione Porro e successivamente, sulle rive del Lago Lagazzuolo, osservando alcuni ragazzi in procinto di montare una tenda, mi confida che a tenda, baite e bivacchi preferisce il solo sacco a pelo, all’aria aperta e sotto le stelle.
Qualche giorno più tardi gli propongo un giro al tramonto sulla Cima Fontana, l’idea iniziale è quella di scendere e tornare al caldo delle coperte di casa, ma in fondo in fondo non è che non mi aspettassi una risposta del genere…

“Un bivacco sulla cima è bene”

Detto fatto saliamo con vivande e sacco a pelo in tempo per assistere al tramonto, che purtroppo è nascosto da una fitta “scighera“, nonostante le previsioni ci avessero assicurato bel tempo e temperature accettabili.

Non proprio il tramonto che ti aspetti

La conformazione della vetta ci consente di trovare un punto abbastanza comodo dove bivaccare, e lì arriva il primo indizio di come Oscar sia abituato a questo genere di avventure. Comincia a costruire una sorta di riparo, creando attorno alla nostra cameretta un muretto di pietre, che ci avrebbe in parte riparato dal vento. Gli do una mano, ma non posso fare a meno di osservarlo divertito mentre innalza questo mini muretto a secco.

Con la costruzione di questo muretto a secco Oscar si è guadagnato la cittadinanza onoraria Valtellinese

Quando la luce del giorno è oramai andata ci raggiunge anche Max, collega e compagno di scorribande per monti, che però non rimarrà con noi a dormire, preferendo scendere ai 2600mt del Bivacco Anghileri.

E qui arriva il secondo indizio: è ora di cena e Oscar anche in questo caso si dimostra super organizzato: tira fuori un fornellino iper-teconologico, del cous cous preparato a casa e in men che non si dica siamo già con la pancia piena.

Jetboil e cous-cous, accoppiata straordinaria

Max prende la via del ritorno, ci ritroveremo l’indomani per un’altra salita ad un altro 3000 in zona, il Sasso Moro, ma le condizioni del tempo ci fanno un po’ preoccupare. E’ notte, c’è nebbia, la visibilità è scarsa, ma Max è un duro ed è molto preparato, quindi confidiamo che possa tornare verso valle sano e salvo. E così sarà.

Tocca quindi a noi, le temperature non consentono di cazzeggiare troppo e così intorno alle 20.30 è tempo di infilarsi nel sacco a pelo.

Al momento c’è ancora nebbia, un discreto venticello ed è molto umido, condizioni che unite a qualche grado in meno dello zero mi fanno un po’ preoccupare. E qui arriva il terzo indizio: dopo 5 minuti che siamo nel sacco Oscar sta già russando. E’ completamente a suo agio in quell’ambiente, mentre io che sono alla mia prima esperienza di questo tipo non riesco a prendere sonno; l’alba arriverà intorno alle 6.00, la notte sarà lunga, ci sono almeno 9 ore da passare nel sacco praticamente immobili…

Fortunatamente però la nebbia si dirada, compaiono le stelle, la mole del Ghiacciaio di Fellaria, il rumore dei blocchi di ghiaccio che se ne staccano e precipitano verso il lago sottostante. L’atmosfera è a dir poco magnifica, la Via Lattea poi da quassù mostra tutto il suo splendore e alla fine sono contento di non dormire e godermi lo spettacolo.
La notte però passa molto lentamente, mi addormento e mi sveglio in continuazione, ogni volta che apro gli occhi vedo il mare di stelle sopra di me, ma anche la coltre di brina sul sacco a pelo.. speriamo che tenga penso, mentre Oscar dorme beatamente come un baco da seta nel suo bozzolo.

Il baco da seta nel suo bozzolo

Finalmente le prime luci, non sono nemmeno le 6 ma decido che non è il caso di perdersi neanche un minuto dello spettacolo meraviglioso che si concederà ai nostri occhi, la tanto agognata alba!
Le foto non possono raccontare quello che abbiamo provato in quei momenti, i colori stupendi ed in continuo cambiamento, il tepore del primo sole, il calore del the caldo a colazione, i panorami stupendi davanti a noi..

Sarò sempre grato ad Oscar per avermi introdotto a questo tipo di esperienza, che, manco a dirlo, non sarà sicuramente l’ultima!

Lo spettacolo dell’ alba

Il Pizzo Scalino sulla destra

Il ghiacciaio di Fellaria, in basso a sx la nostra camera con vista

Un mare…di nuvole

Ci sarebbe ancora molto da raccontare, ma credo che questo sia già più che sufficiente per darvi un’idea di chi è Oscar col quale, ovviamente, è nata una bellissima amicizia e col quale stiamo già pensando di…

…dai che avete capito…
siete pronti per un bel giretto sui Pirenei? 😉